L'unico cadavere in città

Domani

quando la morte dormirà, stanca

per quanti padri avrà rubato ai bambini,

con la sua sacca piena di anime innocenti

sazia delle nostre lacrime, quando sarà svanita,

domani,

quando della città non resteranno che rovine,

degli uomini che le loro tombe,

dei carnefici che le loro fruste,

di quanti hanno perso un amato che l’eco del loro lamento,

di chi è esistito che l’ombra di un ricordo,

svuoterò il dolore dal mio lutto

e dipingerò su ogni casa distrutta

i volti dei suoi proprietari,

e sul mio cuore, i volti dei miei amati.

Quando cadrà la notte

veglierò un’ultima volta

fino al sorgere dell’alba

e riporterò indietro tutte le ore

all’ultimo istante,

prima che la guerra diventasse un ospite fisso,

e assisterò al ritorno di tutti i dipartiti

e all’incontro di tutti gli amati,

e prenderò su di me tutta la morte

e dichiarerò

che non ero mai stata viva

prima di questa morte.