Lettere viola
La morte è qui, come l'ombra di un vecchio muro in un edificio gremito di sfollati, Davanti a una bancarella in un mercato popolare, a rubare gli ultimi respiri dell'anima, A vendere sudari insufficienti per due massacri... La morte è qui, in un caffè che non è antico, dove amore e dolore condividono l'ultima pagnotta d'inchiostro. L'obiettivo della telecamera si abbassa e la folla si scambia i dettagli delle notizie dell'ultima ora... La morte è qui, mentre scala le mura della città, osservando passi lievi, Mani aggrappate alla spalla della luce del giorno, e palmi callosi che portano con sé una vita di luce. Una donna guida l'amore verso l'ombra di una tenda, e proprio mentre unisce l'amore al cammino, un attacco aereo lo interrompe di netto... La morte è qui, accanto a un balcone, appoggiata alla melodia di una canzone, e quando il suono si spezza, coglie il fiore senza timore...La morte è qui, alla finestra, fissa lo sguardo nel miserabile specchio, Indifferente alle luci. E quando sospira, scaglia i dettagli dell'inizio, Poi si ritira, lasciandosi alle spalle le sue lettere purpuree… La morte è qui, come un ballo in maschera, Solo lui svela ancora una volta il volto della vita, sotto forma di un grido che echeggia… La morte è qui, come un uomo che ha invocato la sventura, Scivolando tra il mattino e i cuori delle madri. E quando ha letto le linee del palmo, ha reciso i fili delle fini… La morte è qui, cammina tra la notte e le panchine, rovescia il tavolo, raccoglie in una mano tutte le carte di cuori rossi, E con l'altra strappa via ogni sogno… La morte è qui, come un corridore che sa di vincere la maratona, scavando con la profondità di una caduta libera, abbattendo l'ombra della città, mettendo a nudo la vergogna degli spettatori.