سجل انا عربي Carta d'identità

Scrivi: sono arabo. Il numero della mia carta d'identità è cinquantamila, ho otto figli e il nono arriverà dopo l'estate. Ti irrita? Scrivi: sono arabo. Lavoro con i compagni di fatica in una cava, ho otto figli, per loro porto il pane, i vestiti e i quaderni dalle rocce. Non chiedo l'elemosina alla tua porta, non mi rimpicciolisco davanti alla soglia del tuo palazzo. Ti irrita? Scrivi: sono arabo. Sono un nome senza cognome, paziente in un paese dove tutto vive in un'esplosione di rabbia. Le mie radici sono affondate prima della nascita del tempo, prima dell'aprirsi delle ere. Mio padre appartiene alla famiglia dell'aratro, non alla stirpe dei nobili. Mio nonno era un contadino, senza titoli né lignaggio. Mi ha insegnato l'orgoglio prima di leggere i libri. Sono arabo. Scrivi: sono arabo. Il colore dei capelli è corvino, il colore degli occhi è castano. I miei tratti distintivi: sulla testa porto la kefiah con l'agal, la mia mano è dura come la roccia, graffia chi la tocca. Il mio indirizzo: sono di un villaggio sperduto, senza nome, le cui strade non hanno insegne e tutti gli uomini lavorano nei campi e nelle cave. Ti irrita? Scrivi: sono arabo. Mi hai sottratto le vigne dei miei avi e la terra che coltivavo con tutti i miei figli. Non ci hai lasciato altro che queste rocce. Il vostro governo le prenderà, come si dice? Allora scrivi, in cima alla prima pagina: non odio la gente, non assalgo nessuno, ma se avrò fame mangerò la carne di chi mi ha usurpato. Guardati, guardati dalla mia fame e dalla mia rabbia. Sono arabo.