Non ho una casa
Non ho una casa, non ho una casa, e il mio cielo l'ho visto fuggire da me. Il dolore della nostra lingua è più leggero di una piuma, di una piuma. Non scrive, ma l'inchiostro dell'anima brucia sulla riva del significato. Le nuvole sono lacrime piene di fuga e di mancanza di chiarezza. E tu percepisci una bellezza che si forma e un buon testo in cui ti aspettano alberi, giardini e fanciulle stanche. Non ho una casa, non ho una casa, e la notte matura suda di torpore. Il luogo e il tempo crescono da soli senza di me. Gli ho chiesto in sogno la sua forma. Mi hanno risposto le piccole sconfitte. Ho chiesto di nuovo il suo significato. Mi sono ritrovato appeso al nulla, come un filo spezzato, senza un strumento a cui appartenere. Mi hanno suonato un vento e una melodia irresistibili. Ero in luoghi di smarrimento, in cui c'era tristezza, in cui c'era felicità, in cui c'era amarezza, e ho percepito la stanchezza.