Gaza e ombre grigie

Gaza brucia, Il volto della mia anima si scioglie come una collina scolpita dal vento. La cenere fluttua lungo il fianco della città, I suoi polmoni annegano nel fetore della polvere da sparo, e io soffoco nel mio stesso inchiostro... Gaza è in lutto, La mia memoria si frantuma, una memoria fragile, adatta solo a dimenticare, che lascia gocciolare profondo dolore sul corpo del testo... La città piange, il mio cuore sanguina poesie... Il porto crolla, eppure i gabbiani non cessano il loro canto... Le rose appassiscono e i cuori delle madri invecchiano... I giovani muoiono e la spina dorsale della patria si spezza... Immagini riflesse tremano, le candele del cuore si affievoliscono, respiro dopo respiro. I pilastri crollano uno dopo l'altro mettendo a nudo la sua schiena... Le nostre case sono colme di dolore, sentono le proprie pareti, cercando il suono delle nostre voci. Le finestre gemono cullando le nostre dita, raccogliendo schegge di vetro per ricomporre i nostri volti... La morte percorre le strade della città, trionfante e alta come le palme, mentre io cerco di convincerla che sono morta da una vita intera...