Inaam Said
Inni del mattino
Ecco Gaza
C'è tutto il tempo per sognare fino al mattino.
Dialoga con il mare attraverso due poemi.
Riempi i vasi della poesia
Torna da me con un morso di nostalgia dai tuoi specchi
Mi manchi tanto.
Il profumo delle arance, dei mandorli e l'amore che scorre sul corpo delle ombre.
La tua immagine è ancora impressa nella mia mente all'alba del giorno,
Il tuo mare è blu, la tua riva; canzoni, ricordi, poesie e melodie d'amore dolci ciliegie
come la carezza di una mano al crepuscolo.
Tu conservi i dettagli dell'amore e della guerra.
La storia di due amanti che hanno lasciato dietro di sé un sogno, due risate e tante parole d'amore che si sono impresse nella memoria di quel giorno.
La tua notte è la follia della guerra e la sua infinita portata.
Un feroce bombardamento su cuori e anime.
Mentre i sogni...sono volati via come frammenti rosa di carta
e tutto ciò che c'era tra noi è fuggito per Al-Wehda Street...
Gaza, o sapienza di luce, e inni del mattino — torneremo a te portando le foglie sepolte del desiderio, poiché il sogno, amore mio, è tornato vicino come un abbraccio, o anche meno...
Una mattina tra due nuvole e l'assenza
Una mattina tra due nuvole e l'assenza da quando i proiettili hanno bussato ai muri di casa e sono piovuti gli avvisi di evacuazione. Ho lasciato la mia casa portando con me solo ricordi. Il presente diventa inchiostro, e il passato tabacco, adatto all’anima dei Gemelli. Prima dello sfollamento, ho lasciato le finestre aperte perché le ombre possano riposarsi nel corpo della luce. Nell'armadio ho lasciato pochi vestiti. Solo le pareti conoscono il segreto degli assenti dai loro profumi. Così la casa non cadrà nell'oscurità dell'abbandono. Il cuore mi dice: che la strada del ritorno non sarà facile. Procedi dolcemente, non avere fretta. L’anima mi sussurra: i muri crolleranno e lo specchio si frantumerà, quindi non dimenticare il mio volto lì. Ho portato con me pochi libri e una vecchia lettera firmata: "Torneremo un giorno". Non ho portato vestiti, ma solo del profumo e ho lasciato sulla soglia il suono di una canzone. Il vicino mi dice: "Una lettera si legge dal suo indirizzo". Così sogno un ritorno sicuro.
Lettere viola
La morte è qui, come l'ombra di un vecchio muro in un edificio gremito di sfollati, Davanti a una bancarella in un mercato popolare, a rubare gli ultimi respiri dell'anima, A vendere sudari insufficienti per due massacri... La morte è qui, in un caffè che non è antico, dove amore e dolore condividono l'ultima pagnotta d'inchiostro. L'obiettivo della telecamera si abbassa e la folla si scambia i dettagli delle notizie dell'ultima ora... La morte è qui, mentre scala le mura della città, osservando passi lievi, Mani aggrappate alla spalla della luce del giorno, e palmi callosi che portano con sé una vita di luce. Una donna guida l'amore verso l'ombra di una tenda, e proprio mentre unisce l'amore al cammino, un attacco aereo lo interrompe di netto... La morte è qui, accanto a un balcone, appoggiata alla melodia di una canzone, e quando il suono si spezza, coglie il fiore senza timore...La morte è qui, alla finestra, fissa lo sguardo nel miserabile specchio, Indifferente alle luci. E quando sospira, scaglia i dettagli dell'inizio, Poi si ritira, lasciandosi alle spalle le sue lettere purpuree… La morte è qui, come un ballo in maschera, Solo lui svela ancora una volta il volto della vita, sotto forma di un grido che echeggia… La morte è qui, come un uomo che ha invocato la sventura, Scivolando tra il mattino e i cuori delle madri. E quando ha letto le linee del palmo, ha reciso i fili delle fini… La morte è qui, cammina tra la notte e le panchine, rovescia il tavolo, raccoglie in una mano tutte le carte di cuori rossi, E con l'altra strappa via ogni sogno… La morte è qui, come un corridore che sa di vincere la maratona, scavando con la profondità di una caduta libera, abbattendo l'ombra della città, mettendo a nudo la vergogna degli spettatori.
Gaza e ombre grigie
Gaza brucia, Il volto della mia anima si scioglie come una collina scolpita dal vento. La cenere fluttua lungo il fianco della città, I suoi polmoni annegano nel fetore della polvere da sparo, e io soffoco nel mio stesso inchiostro... Gaza è in lutto, La mia memoria si frantuma, una memoria fragile, adatta solo a dimenticare, che lascia gocciolare profondo dolore sul corpo del testo... La città piange, il mio cuore sanguina poesie... Il porto crolla, eppure i gabbiani non cessano il loro canto... Le rose appassiscono e i cuori delle madri invecchiano... I giovani muoiono e la spina dorsale della patria si spezza... Immagini riflesse tremano, le candele del cuore si affievoliscono, respiro dopo respiro. I pilastri crollano uno dopo l'altro mettendo a nudo la sua schiena... Le nostre case sono colme di dolore, sentono le proprie pareti, cercando il suono delle nostre voci. Le finestre gemono cullando le nostre dita, raccogliendo schegge di vetro per ricomporre i nostri volti... La morte percorre le strade della città, trionfante e alta come le palme, mentre io cerco di convincerla che sono morta da una vita intera...
Poeta e traduttrice nata a Gaza. Laureata in letteratura inglese, membro dell'Unione degli scrittori palestinesi. Impegnata nel sociale, opera come facilitatrice di supporto per donne sfollate e per coloro che hanno perso i propri familiari durante eventi traumatici. Ha documentato le storie di donne che vivono in condizioni di assedio e guerra. Ha pubblicato la raccolta di poesie Between the absence and the sea. È autrice di Gray Ink (attualmente in fase di traduzione in italiano), Gaza: The Voice of Survival e The Lilac Pillow. I suoi versi riflettono sulla sofferenza e la memoria di Gaza.