Acqua sete acqua

A volte raccolgo un vuoto profondo nella tasca della camicia, corro come se avessi cose da fare o come se un'illusione mi stesse inseguendo, e il vuoto potesse ricambiare il mio saluto; così ci separiamo all'angolo di una nuova poesia. La lascio cercare posti vuoti nei cuori tristi, uno stormo di sospiri sgorgano da un flauto che interrompe il suo digiuno, benedice metà dei nostri miseri piatti con la sua metà piena. Il mio vuoto è un vecchio bandito cacciato dalla misericordia dei poveri e dei vicoli che ritagliano il tempo per un sorso d'acqua. Io scolpisco un miraggio nella lingua e mi vanto. Oh vecchio mascalzone, vieni a sederti accanto a me, non c'è niente da fare, vieni, perché siamo simili fino alla noia.