في الرحيل احبك اكثر Nella partenza ti amo di più

Nella partenza ti amo di più, tra poco chiuderai la città, non ho cuore tra le tue mani né un sentiero che mi sostenga, nella partenza ti amo di più, non c'è latte per il melograno del nostro balcone dopo il tuo seno, leggerezza pura, leggerezza del peso delle colline, e le nostre strade si sono fatte leggere al tramonto, la terra si è fatta leggera quando ha salutato la sua terra, le parole e la storia si sono fatte leggere, si sono fatte leggere sui gradini della notte, ma il mio cuore è pesante, lascialo qui attorno a casa tua a ululare e piangere il tempo felice, non ho altra patria che lui, nella partenza ti amo di più, svuoto l'anima dalle ultime parole, ti amo di più nella partenza, le farfalle guidano le nostre anime, nella partenza ricordiamo il bottone della camicia che abbiamo perso e dimentichiamo la corona dei nostri giorni, ricordiamo il profumo del sudore di albicocca e dimentichiamo il galoppo dei cavalli nella notte dei nostri matrimoni, nella partenza diventiamo uguali agli uccelli, abbiamo pietà dei nostri giorni, ci accontentiamo di poco, mi accontento di te con il pugnale d'oro, danza il cuore del morto, avvicinati a me con calma affinché io possa dire ti amo più di quanto ho detto prima della partenza, ti amo, nulla mi fa male, né l'aria né l'acqua, non c'è basilico nel tuo mattino, non c'è giglio nella tua sera, nulla mi fa male dopo questa partenza, i violini piangono con gli zingari che vanno in Andalusia, i violini piangono sugli arabi che escono dall'Andalusia, i violini piangono su un tempo perduto che non ritorna, i violini piangono su una patria perduta che forse ritornerà, i violini bruciano le foreste di quell'oscurità lontana, i violini fanno sanguinare l'orizzonte e fiutano il mio sangue nelle vene, i violini piangono con gli zingari che vanno in Andalusia, i violini piangono sugli arabi che escono dall'Andalusia, i violini sono cavalli su una corda di miraggio e acqua che geme, i violini sono un campo di notte selvaggia che si purifica e si avvicina, i violini sono una bestia torturata dall'unghia di una donna che l'ha sfiorata e si è allontanata, i violini sono un esercito che popola un cimitero di marmo e aria, i violini sono il caos dei cuori che il vento fa impazzire ai piedi della ballerina, i violini sono stormi di uccelli che fuggono dalla bandiera incompleta, i violini sono dubbio e seta increspata nella notte dell'amante, i violini sono il suono del vino lontano su un desiderio passato, i violini mi seguono qui e là per cacciarmi, i violini mi cercano per uccidermi ovunque mi trovino, i violini piangono sugli arabi che escono dall'Andalusia, i violini piangono con gli zingari che vanno in Andalusia.