Vieni, o Patria

Vieni, o patria.

Penso alla forma dell’ultima canzone

che canterai quando tutto questo finirà,

quando non resterà nelle gole che eco,

e negli occhi solo mappe screpolate

su un tessuto di nostalgia.

Vieni,

avvicinati di più

scopri il tuo petto

perché sveli la traccia della tua mappa.

Un bambino affamato

ha succhiato dal tuo petto

ha lasciato la sua bocca sulla tua pelle,

e la tua ferita è diventata

la forma della tua mappa.

La vedi la traccia?

Il sangue ha disegnato i tuoi confini,

il respiro dei fuggiaschi,

l’attesa di un popolo

è ciò che resta della geografia.

Non c’è mappa per te

se non questa bruciatura sul tuo fianco,

e questo nero che ha segnato la tua fronte

quando per un istante hai chiuso gli occhi su di noi.