Marah al- Khatib
Il nettare dell'amore
L’insonnia completa della notte delle mie palpebre
mi ha negato la fuga dell’ebbrezza.
Mi sarei ubriacata,
ma ho coltivato il vino dell’amore tra le ciocche dei miei
capelli rossi.
Barcollo sul ciglio della notte,
mi ergo in piedi dinnanzi al nettare dell’amore,
allo spirito dell’eternità,
spargendomi tra il nulla e il tutto.
Tra i ruscelli e le fessure remote
getto il mio spirito
e il mio corpo ormai dimenticato in un tempo che incatena.
Mi sembra
di non appartenere a me stessa.
Non sono di qui né di lì,
sono colei che si sposta
in cerca del suo spirito tra le poesie,
completa col nettare dell’amore.
E alla fine mi ritrovo innamorata,
viaggiatrice senza una meta.
O insonnia della notte,
e crepuscolo del cielo al tramonto.
Non l’ho contemplato per la stoltezza dei miei giorni,
siate per me una patria,
sicché mi tinga delle ombre della morte.
Voglio essere tra le braccia dell’amato,
far cadere le vesti e restare nuda,
travolta da onde di turbamento e incertezza.
Ci scambiamo il nettare dell’amore
e ci abbeveriamo al vino della sottomissione,
quell’estasi
che sempre mi ricorda la purezza dell’esistenza.
Come se sapessi quel che voglio,
vivo per lui,
fino a offrirgli la mia testa.
Invece voi,
ricordate quel che volete,
giacché solo l’amore fa l’uomo smarrito,
sotto il peso di pensieri di doppiezza.
Solo l’amore
è quel che desidero in questo mondo.
Poeta di Gaza. “...durante i bombardamenti e lo sfollamento mi ha confortato la lettura e la scrittura, da allora la poesia è diventata il mio rifugio...spero di lasciare uan traccia che testimoni la vita e la morte, trasformando questi tempi duri in memoria d’inchiostro per chi verrà domani”. Alcuni testi sono usciti sulla rivista spagnola Gaceta.
Si ringrazia la casa editrice Les Flaneurs per i materiali pubblicati nel libro “La rosa di Gaza” a cura di Alessandro Cannavale, Luca Crastolla e Lucia Cupertino con le illustrazioni di Fabiana Renzo.