Fedaa Zeyad
Vieni, o Patria
Vieni, o patria.
Penso alla forma dell’ultima canzone
che canterai quando tutto questo finirà,
quando non resterà nelle gole che eco,
e negli occhi solo mappe screpolate
su un tessuto di nostalgia.
Vieni,
avvicinati di più
scopri il tuo petto
perché sveli la traccia della tua mappa.
Un bambino affamato
ha succhiato dal tuo petto
ha lasciato la sua bocca sulla tua pelle,
e la tua ferita è diventata
la forma della tua mappa.
La vedi la traccia?
Il sangue ha disegnato i tuoi confini,
il respiro dei fuggiaschi,
l’attesa di un popolo
è ciò che resta della geografia.
Non c’è mappa per te
se non questa bruciatura sul tuo fianco,
e questo nero che ha segnato la tua fronte
quando per un istante hai chiuso gli occhi su di noi.
Poeta, animatrice culturale e sociale. Ha partecipato alla realizzazione di alcuni documetari sugli ultimi due anni di occupazione, tra cui Writing Behind the LInes, pubblicato dal Ministero della Cultura Palestinese. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di versi Ho lasciato la mia faccia allo specchio.
Si ringrazia la casa editrice Les Flaneurs per i materiali pubblicati nel libro “La rosa di Gaza” a cura di Alessandro Cannavale, Luca Crastolla e Lucia Cupertino con le illustrazioni di Fabiana Renzo.