Adriano Spatola

1941 -1988

 

È la quintessenza della poesia sonora, l'incarnazione del poeta sonoro. Dal punto di vista linguistico, muove da coppie di parole, esemplificate nella forma del chiasmo.
In performance, opera con un assetto totale, è il caso di dire, lui antesignano appunto della poesia totale, totale perché quelle coppie, tese a suggerire il movimento, gli permettono istintivamente di dar fondo a tutte le sue corde istrioniche, la parola diviene la scusa per una vera trasposizione, virate tonali, planate sensuali, il fiato emesso come entità fonica, tutto il suo corpo è al lavoro, e tutto il suo corpo si concentra sia oralmente nella parola, che vocalmente in fonetismi a-semantici ma pertinenti con il modulo ritmico del poema.
Quando ha introdotto sulla scena un oggetto, (un ramo di foglie, un microfono, una macchina da scrivere), tali propaggini vengono completamente assorbite dalla viscerale corporalità che emana la sua performance; l'oggetto al pari della voce, diviene corpo, il suo corpo totale.