Elke Schipper

1951

 

Il poema fonetico Ť in stile con la tradizione tedesca che sviluppa minime sonoritŗ avulse da un contesto semantico. In questo caso, si tratta di sillabe e consonantismi, vocalmente svolti sotto forma di grovigli, dove la voce imperversa trovando il proprio piacere. Interessante e senza dubbio innovativo in ambito mitteleuropeo, l'ingresso del tratto musicale, sia il trombone che il cello, danno l'idea di un dialogo paritetico tra voce e strumento, e come ha dichiarato Luciano Berio per il suo lontano Thema, Omaggio a Joyce, (1959) bisogna operare un'unione in modo che i due linguaggi, quello poetico e quello musicale, siano intercambiabili, passare da uno all'altro senza darlo ad intendere. Ora, in questi poemi, avviene esattamente quanto detto, la bellezza di questi passaggi di registro si coglie al volo, tanto che a momenti la voce sembra lo strumento e lo strumento la voce.

Note:
DAT dotazione Archivio 3Vitre di Polipoesia.