Miroslaw Rajkowski

1958

 

Riesce laddove chiunque fallirebbe. Non apre mai bocca, ma emette un suono di testa che alla lunga diviene commovente. Il muto che parla, il sordo che ascolta, il cieco che vede, tutti i miracoli sono possibili, perché trascina il pubblico dentro una spirale senza fine dove ci si perde, ci si dimentica di quello che siamo, forse diventiamo altro, scendiamo e scendiamo nel profondo del nostro io; come un derviscio della poesia sonora, gli è permesso di andare oltre, incontrare il nulla e riportarcelo. Una seduta ipnotica, dove lo spirito è la vocalità assoluta, complice l'assenza totale di una voce umana; anzi sembra una voce proveniente dall'aldilà, se non fosse che vediamo il performer polacco ancora sbracciarsi in trance davanti a noi, saremmo tentati di dire che lo spirito dall'oltretomba è sceso tra noi. Tecnicamente si serve di una base preregistrata con suoni simili a quelli che emette in scena, quindi rafforzamento per un doppio stordimento.