Steve McCaffery

1947

 

Il poema acusticamente parlando, bypassa la corteccia cerebrale e si dirige verso il Sistema Nervoso Centrale, l'energia trasmette sotto forma di frammenti linguistici, suono, vibrazioni e forze elettrochimiche al midollo spinale.
Rivedendo la strumentazione in dotazione al poeta, bisogna farsi carico: di un realismo disarticolato nell'anarchia del linguaggio scelto, coltivare l'eccesso (come suggeriva anche Blake), far tornare il linguaggio al suo soma di base per deteriorare il segno; inoltre, concentrazione sul flusso molecolare, tagli, fissaggi, decomposizioni, non intenzionalità ma tensioni, plasticità, disfunzioni, sfericità sparsa, marginalità, soma, IL POEMA SONO IO inteso come corpo non come io Narciso, sprofondare di persona dentro al fluire sonoro, rifiuti delle strutture, relazioni tra performer e audience, un regalo fatto al corpo per quelle zone energetiche represse, liberare le energie della libido intrappolata, la dialettica coscienza dello stimolo.
Ci pare che la dialettica della coscienza sia la vera marcia in più per un poeta sonoro, possedere il senso della coscienza vuol dire già iniziare col piede giusto.