Alessandra Berardi

1959

 

All'insegna di una siringa che manipola nei pressi dell'avambraccio, lamentandosi di non trovare la vena poetica! La sua performance assume toni esilaranti sia per le gag che riesce a confezionare con certosina bravura, sia per la forte presenza scenica che nulla concede all'improvvisazione. Evidente un'accurata ricerca linguistica che la porta a scovare le contraddizioni della lingua che diventano poi le contraddizioni della vita; spesso ritorna il tema della femminilità, e delle tipiche difficoltà della donna nella società postmoderna, si ride addosso la performer calandosi nei panni della poetessa o musa presa, sedotta e abbandonata, ma l'impressione è che la poetessa abbia preso coscienza e sia lei a prendere in giro chi le capiti a tiro. Sarebbe riduttivo, tuttavia, pensarla solo in questi panni comici, perché ricordiamo un'eccellente performance bolognese in coppia con Anna Homler, primi Anni Novanta, dove una vena seria e pensosa ben le si addiceva.