Jean Jacques Lebel

1936

 

Il brano riassume molto bene certe posizioni Dada, soprattutto la casualità degli intenti, le chance operations di John Cage e il simultaneismo (più elementi si trovano a convivere nell'angusto spazio sonoro), e richiama sin dal titolo, la tipica pratica duchampiana del ready made, dell'oggetto pre-esistente che l'artista preleva dalla realtà circostante e, appropriandosene, lo rende spendibile nell'opera artistica con un senso nuovo. Qui l'oggetto trovato è sonoro, e probabilmente si tratta di giornaletti pornografici recuperati al mercato di Porta Portese di Roma e il linguaggio scurrile suona ad ulteriore sberleffo o irriverenza contro l'istituzione, opera scarti del tipo "l'accento sbagliato è quello buono" in ossequio, crediamo, alla famosa frase di Max Bense: "ogni accento sbagliato amplifica l'eccitazione emozionale". L'atmosfera del brano s'ispira allo spirito Fluxus, anche l'accompagnamento musicale tiene bordone al testo senza sopraffarlo, per un significato d'insieme che rasenta la mimesi orgiastica per somma di eccitazioni sonore.