Llorenç Barber

1948

 

La ripetizione viene saggiamente indicata, almeno dalla seconda metà dell'Ottocento, come una delle vie possibili per raggiungere il Bello Poetico. Stesso discorso può essere fatto quando il poeta usa la voce per declamare un testo, facendo leva appunto sulla ripetizione della parola stessa. Il rischio consiste nell'azzeramento semantico del significato (un giochetto che si faceva da bambini quando si ripeteva all'infinito una frase fino a smarrirne il senso). Tra la ripetizione continua e il totale annullamento esistono diverse gradazioni che permettono al poeta di oscillare lievemente tra la giungla dei significati, in un caleidoscopio di sensazioni, "la soggettività può essere assunta paradossalmente solo attraverso la ripetizione" ricordava Baudriallard.