Guillermo Gómez-Peña

1955

 

Gómez-Peña, l'artista chicano che si autodefinisce 'artist as citizen', già famoso e acclamato almeno in terra nord e sudamericana, dopo la sua performance politica in un film di Louis Malle, ha visto crescere vertiginosamente le sue quotazioni. Concepisce l'evento come un insieme di atti spettacolari tesi più alla denuncia sociale che alla ricerca sofisticata. Fa uso di ogni mezzo possibile, include spezzoni di vita vissuta, ogni elemento sonoro (canto, strillato, canzone, slang) rientra dentro il suo raggio d'azione estetica; fedele al verbo postmoderno di Frederic Jameson, il lavoro artistico può essere svolto in gruppo anche in forma anonima, oppure ciò che fa, può essere terminato o cambiato da altri artisti, infine, pone l'accento sulla partecipazione attiva del pubblico, dal quale può dipendere il significato dell'opera. Traduciamo dal poema-radiodramma qui presentato: "Il Messico sta cantando/ la California brucia/noi non siamo altro che una manciata di miti in fuoco/Cosa succederebbe se gli USA fossero il Messico? Se 200.000 Anglosassoni, dovessero passare il confine ogni mese per lavorare come giardinieri, camerieri, musicisti da ultima fila, comparse, babysitter, chauffeur, pesi piuma, raccoglitori di frutta e poeti anonimi?"