Antonio Aragão

1924

 

Gli schemi d'esecuzione adottati dai poeti sonori (altri li chiamano spartiti, termine che riteniamo inadatto perché rimanda alla musica con la quale la poesia sonora ha poco da spartire), non vengono redatti seguendo un comune codice, per cui si presentano come opere uniche, solo chi li ha concepiti è in grado anche di interpretarli, in virtù di segni connotati, tratti da chirografo, che legano a doppio filo lo scritto e il poeta. Ora, va detto che il rapporto tra poeta sonoro e scrittura comincia e finisce proprio nella compilazione di questi schemi d'esecuzione, perché, giova ripeterlo, il poema sonoro si rivolge all'udito non alla vista. In questo caso, lo schema d'esecuzione sostituisce il testo teatrale, e il gruppo d'attori interpreta il poema sonoro; si noterà come la drammaturgia non tolga potenza al poema sonoro, anzi esso diventa la scusa per manipolarlo e farlo diventare altro.