Pierre Garnier

1928

 

La nuova arte sonora qui ha un nome nuovo, La Sonie ma non cambia la sostanza, ovvero il soffio, il flatus vocis: "chiamo poesia la conoscenza del soffio poiché è l'esaurimento dell'universo per l'universo". Quindi trasformando gli elementi del linguaggio che a suo dire non erano ancora stati toccati (sbagliando perché sia i lettristi e soprattutto Chopin in quegli stessi anni avevano già abbondantemente operato in quella direzione, per non citare Hausmann e Schwitters), arriva alla valenza del soffio, elevandosi sopra la lingua, e portando il poeta in contatto con il nulla e quindi con il tutto, un soffio inarticolato ma appartenente al corpo umano, soffio che accomuna e tutti coinvolge, soffio come parto di un nuovo livello di comunicazione, soffio come strumento di conoscenza.