Ilse Garnier

1927

 

Per attirare l'attenzione sul corpo neutro di una sillaba, o smuovere tutto il flusso sonoro di un fonema sradicato dall'alveo della parola, occorre pazienza e dolcezza. Questo è quanto avviene in questi poemi, impostati nel nome della ripetizione, e tesi a blandire l'orecchio fintanto che l'ascoltatore si sazia di queste stranianti sonorità. Insistiamo sulla sessione d'ascolto, perché questi lavori, per quanto acuti possano sembrare nel loro inviluppo strutturale, mostrano la corda quando sono eseguiti davanti ad un pubblico. Ci stiamo riferendo ad alcune performance eseguite durante i Festival Internazionali di Poesia di Liegi, negli Anni Ottanta, ciò che appariva sublime all'ascolto, decadeva in performance se non a dovere supportato dai tipici ingredienti dello spettacolo.