Agostino Contò

1953

 

Ci troviamo di fronte all'ennesima prova che, il folklore, soprattutto quello di tipo orale, può fornire valide suggestioni sia foniche che di sostanza. Il dialetto, meglio sarebbe dire, la lingua veneta, ha un passato decisamente illustre. La poesia sonora riesce in questo caso ad appropriarsi di ritmi e cantilene codificate in epoche passate quando la voce sicuramente contava molto di più che nella nostra società tutta improntata al culto dell'immagine. Se mi si passa il termine, stiamo ascoltando più una cover che un pedissequo rifacimento, perché a parte la coloritura tecnologica della voce, il poeta sonoro v'infonde la sua timbrica connotazione.