Larry Wendt

1946

 

Da un autore nato e cresciuto nel cuore della Silicon Valley, non ci si può aspettare altro che un'esplosione elettronica di prima qualità e della prim'ora. In effetti, sin dai primi Anni Settanta il suo lavoro si è caratterizzato per l'alto tasso tecnologico soprattutto sfruttando congegni di propria invenzione (l'ideale per un operatore poetico usare software da lui stesso progettati!).
Il suo suono subisce rarefazioni, inevitabilmente alterato, se non adulterato. Non c'è più sopportazione per la quotidianità che va rigettata in nome di sequenze altamente tecnologiche. Curioso il fatto, o forse facilmente spiegabile dato il suo carattere, che accanto a questi eccessi elettronici, abbia convissuto sempre una vena narrativa, un afflato verso il raccontare eventi. Si può parlare anche di text-sound compositions assegnando una paritetica importanza sia a quel text (testo) che al sound (sonoro), si realizza pertanto il paradosso del top-tecnologico in coabitazione con il top-linguistico. Scorrendo la sua più che trentennale produzione, è facile ascoltare veri e propri racconti, racconti strampalati fin che si vuole, ma sempre racconti.